In questi ultimi anni si stanno sempre di più sviluppando tecniche agronomiche sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che economico. Anche i settori dell’irrigazione e della fertilizzazione si stanno adattando a queste esigenze. Senza dimenticare le restrizioni imposte dai regolamenti Comunitari, che pongono limiti alle dosi di fertilizzanti da utilizzare.

Così nasce la fertirrigazione, che permette di apportare elementi nutritivi ed acqua alle piante in modo giornaliero (o a turni frequenti) in funzione di un fabbisogno calcolato. Due gli elementi fondamentali su cui si basa: l’insieme formato da pianta, terreno ed aria è dinamico ed influisce sulla fisiologia della pianta e sugli interventi; la pianta ‘beve’ e ‘mangia’ seguendo ritmi costanti e continui, sia per quantità che per qualità. I metodi irrigui più diffusi ed idonei all’applicazione di tale tecnica sono quelli a microportata di erogazione: goccia in particolare.

Parola d’ordine uniformità

Questa tecnica richiede un impianto distributivo uniforme nella distribuzione, in modo tale da rilasciare omogeneamente acqua e fertilizzanti per quantità, qualità e volume di terreno interessato dall’apparato radicale.
Partiamo dall’acqua. Il sistema deve essere perfettamente funzionante e ben calibrato, senza disfunzioni di portata e pressione da parte dei gocciolatori. In questo modo la quantità e i turni saranno ben definiti e le reintegrazioni frequenti basate sui reali consumi della pianta. Per evitare malfunzionamenti occorre che l’impianto disponga di un buon sistema filtrante. Le soluzioni adottate sono diverse: dal separatore centrifugo ai filtri a rete, dalla sabbia a dischi lamellari. Ognuno con i suoi pro e i suoi contro. Inoltre per sopperire a questo problema si fa largo in frutticoltura l’uso di gocciolatori autocompensati, in grado di erogare la stessa quantità di acqua indipendentemente dalla pressione.

Oltre l’acqua deve essere uniforme anche l’erogazione dei concimi. Per miscelarli possono essere usati due metodi: il proporzionale ed il quantitativo. Il primo è più preciso e performante mentre il secondo è più economico. “Grazie alla fertirrigazione – spiega Duilio Porro, ricercatore Fondazione Edmund Mach – miglioriamo l’efficienza dell’apporto nutritivo. In base alle nostre esperienze l’incremento è del 30% circa. Vengono fatti più interventi all’anno seguendo le reali esigenze della pianta accompagnandola lungo le varie fasi fisiologiche e considerando gli aspetti pedoclimatici.
In Trentino stiamo sperimentando la tecnica in diversi impianti di melo. I risultati sono molto interessanti. Il metodo di miscelazione che ha dato i migliori risultati è quello proporzionale, che permette di fornire in un arco di tempo definito (ad es. un’ora) sempre la stessa quantità di nutrienti. Oltre che modulare gli elementi nutritivi è importante modulare la quantità dell’acqua, che influenza sulla concentrazione. Con questa tecnica però non possiano tralasciare la conoscenza del terreno: in un terreno più tenace dobbiamo dare meno acqua per non pregiudicare la qualità dei frutti. Senza dimenticare che influisce sulla produzione delle radici e sulla loro distribuzione”.

Preparare bene le soluzioni nutritive

Un altro aspetto delicato è la preparazione delle soluzioni nutritive concentrate da iniettare nel sistema microirriguo, così da garantire la voluta concentrazione del concime a livello di apparato radicale (g/l). Tali soluzioni nutritive concentrate devono essere stabili nel tempo ed evitare che si formino precipitati o sospensioni. Il modo più efficiente ed economico per preparare le soluzioni concentrate è l’utilizzo di concimi idrosolubili in forma solida (cristalli o polveri). Per farlo vengono usati i dissolver, che garantiscono un’ottimale e veloce solubilizzazione in virtù del rimescolamento controllato dell’acqua. “L’ottimale solubilizzazione di un concime – spiega Mauro Schippa, Area Manager Centro Nord-Est – Haifa Italia Srl – è importante, in quanto influenza in modo diretto la sua distribuzione e crea i presupposti per la migliore nutrizione della pianta. Se si formano prodotti insolubili si può arrivare anche all’occlusione delle ali gocciolanti. Con l’ausilio di specifici sistemi di iniezione della soluzione concentrata che viene immessa nel sistema irriguo si gestisce al meglio la fertirrigazione di tipo proporzionale, così da evitare eccessi di salinità ed interazioni non volute fra elementi nutritivi creando i presupposti per il raggiungimento degli obiettivi produttivi voluti”.

“L’utilizzo di specifiche attrezzature – continua Schippa -, denominate Dissolver, consente il miglior risultato in termini di solubilizzazione dei concimi idrosolubili in forma solida, ottimizzando nel contempo i relativi tempi di lavoro. I dissolver sono tipicamente costituiti da un contenitore di adeguata capacità (1.000-2.000 litri) per contenere il volume complessivo (litri) della soluzione concentrata che si vuole iniettare, e da sistemi idraulici per il rimescolamento dell’acqua posizionati all’interno del serbatoio”. In alternativa ai dissolver possono essere usati atomizzatori tradizionali, con le dovute necessità tecniche e attenzioni (assicurarsi un adeguato rimescolamento, compatibilità con soluzioni acide ed uso di cestelli di presolubilizzazione).
“In sostituzione delle soluzioni concentrate possono essere usati i concimi liquidi, di pronto uso a differenza dei concimi solidi idrosolubili, ma con un costo maggiore per unità fertilizzante, un volume maggiore da movimentare per pari apporti di unità fertilizzanti e una maggiore difficoltà a fare miscelazioni fra i concimi liquidi stessi.”

L’evoluzione tecnologica alla base di una buona tecnica

L’irrigazione a goccia è la soluzione che meglio si adatta alle esigenze della fertirrigazione. Permette un maggior risparmio idrico, un minor utilizzo di fertilizzanti, un miglior apporto di nutrienti ed un risparmio energetico. “Essa – spiega Giulia Giuffré, marketing manager di Irritec Group – distribuisce acqua in prossimità degli apparati, mantenendo la giusta umidità nel terreno ed i nutrienti nella fase liquida. Il massimo dell’efficienza di distribuzione si ottiene attraverso la tecnica della subirrigazione mediante il metodo Rootguard®. Rispetto alla concimazione tradizionale con prodotti granulari, con la fertirrigazione, i nutrienti sono somministrati in numerosi interventi assecondando le esigenze nutrizionali delle colture arboree”.

“Irritec – continua Giuffré – offre una vasta gamma di dispositivi che vanno dai serbatoi fertilizzanti ai più moderni banchi di fertirrigazione. I nostri prodotti di punta per la fertirrigazione sono: programmatori della serie Commander (Evo, Plus, Gold) ed il fertirrigatore Dosabox Junior Automatico.
I programmatori della serie Commender Evo possono gestire fino a 216 valvole, organizzare ben 20 programmi irrigui distinti, gestire il tempo dell’irrigazione anche in secondi, grazie all’ausilio di sensori ambientali. Dosabox Junior Automatico è in grado di iniettare fino a tre fertilizzanti. Questo dispositivo studiato proprio per la frutticoltura permette di raggiungere il massimo risultato agronomico e produttivo riducendo i costi di gestione”.